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Disfunzione erettile: la soluzione esiste.

La disfunzione erettile è l’impossibilità di raggiungere in fase di eccitazione, o mantenere una volta raggiunta, un’erezione che permetta la penetrazione ed il rapporto sessuale completo. Ne soffrono, secondo le statistiche, tra i 3 ed i 5 milioni di italiani: una cifra non da poco. Tuttavia, nonostante il problema sia piuttosto diffuso, parlarne perfino con il/la partner o rivolgersi al medico rappresenta ancora un tabù ed una vergogna, poiché sin dagli albori della civiltà l’erezione è considerata simbolo di potenza e virilità. Basti pensare ai tanti manufatti di culture antiche e millenarie in cui il pene eretto era simbolo propiziatore della fertilità e dell’abbondanza, e al nome “impotenza” che in passato designava tale patologia, marchiandola come una perdita di potenza e virilità. Risalgono alla cultura egizia i primi tentativi di cura della disfunzione erettile, attribuita di volta in volta nel corso dei secoli ad interventi demoniaci o comportamenti sessuali scorretti, e trattata ora con riti magici o religiosi, ora con unguenti ed erbe medicamentose.

Per questo tale disfunzione è troppo spesso trascurata, e la decisione di rivolgersi ad uno specialista viene presa quando ormai il problema, o la sua causa principale, è in fase avanzata. La disfunzione erettile può invece essere una spia di patologie importanti o far parte di una sintomatologia ansiosa o depressiva; inoltre, se viene trattata, è possibile recuperare una sessualità serena e soddisfacente.

I fattori predisponenti sono vari e molto diversificati, e spaziano dalle patologie cardiovascolari, al diabete, all’ansia, alla depressione ed alla sclerosi multipla: ciò rende la diffusione di tale problema trasversale a tutte le fasce di età. Tra i principali fattori, si riscontrano:

  • Condizioni anatomiche congenite (es: incurvamenti) o acquisite (fimosi, traumi, induratiopenis plastica…).
  • Lesioni e patologie neurologiche centrali o periferiche (TIA, ictus, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, ernia discale, lesioni del bacino…).
  • Interventi chirurgici nella zona pelvica, addominale, perineale.
  • Uso di farmaci quali ansiolitici, antidepressivi, antipertensivi, diuretici, antiacidi.
  • Radioterapia.
  • Malattie cardiovascolari, ipertensione arteriosa, vasospasmo da fumo, arteriosclerosi, ipercolesterolemia.
  • Alterazioni dei tessuti che generano occlusioni venose.
  • Problematiche endocrine (Es: ipo o ipertiroidismo).
  • Diabete mellito.
  • Insufficienza epatica.
  • Insufficienza renale.
  • Abuso di alcol e droghe.
  • Ansia.
  • Depressione.
  • Difficoltà nel comunicare disagio ed emozioni.
  • Situazioni sociali ed ambientali stressanti (crisi di coppia, perdita del lavoro, problemi economici o familiari, contesto educativo carente, lutti, eventi traumatici…).
  • Invecchiamento (decadimento fisiologico e/o patologie).

 

La disfunzione erettile genera nella coppia confusione, rabbia, frustrazione, spingendola ad una sessualità non coitale o, più spesso, alla totale esclusione dell’attività sessuale dalla propria vita. La conseguenza può essere un’assenza non solo di intimità ma, man mano che il tempo passa ed il problema viene trascurato, anche di tenerezza, complicità, affetti, comunicazione in tutti gli ambiti di vita e di relazione.

L’uomo è afflitto da preoccupazione, angoscia, scarsa autostima, sensazione di aver perso il proprio valore sessuale e generale (“non mi sento un vero uomo”, “non valgo niente come persona”), colpa, vergogna, paura di perdere il/la partner.

Il/la partner può vivere sensazioni di forte frustrazione, colpevolizzazione, insicurezza (“è colpa mia”, “non sono più attraente”, “mi tradisce”…), che portano al disinteresse rispetto al problema ed al distacco emotivo dal partner.

Per questo, che sia di natura prevalentemente organica o psicogena, la disfunzione erettile merita di essere trattata attraverso un intervento integrato svolto da un’équipe multidisciplinare: medico specialista in urologia e/o andrologia, medico che si occupi di eventuali altre patologie associate, endocrinologo, psicologo esperto nel settore della sessuologia. Quest’ultima figura, in particolare, lavora sull’individuo e sul/sulla partner eventualmente presenti per raggiungere alcuni obiettivi fondamentali per il recupero del benessere psicofisico:

  • Comprendere i significati profondi del maschile, della sessualità e del disturbo per l’individuo e per la coppia.
  • Recuperare un’immagine positiva del proprio corpo e della propria sessualità.
  • Integrare il trattamento nella propria vita, imparando a gestire anche in coppia e nei momenti di intimità l’uso dei farmaci.
  • Gestire la disfunzione all’interno della vita di coppia, imparando a comunicare liberamente su questo tema, esprimendo preoccupazioni e disagi.
  • Recuperare un’intimità di coppia, dedicando tempo alla comunicazione ed alla riscoperta del corpo e del piacere.
  • Sviluppare una sessualità piena e soddisfacente, esplorando nuove modalità e nuove aree di piacere.

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