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La vita e l’amore ai tempi del Coronavirus.

Marzo 2020. L’emergenza Covid-19 investe, dopo la Cina, l’Italia e pian piano tutta l’Europa ed il mondo. Da un giorno all’altro, un decreto alla volta, ci ritroviamo chiusi in casa, isolati dal lavoro, dalle amicizie, dalle piccole e sane abitudini, dagli svaghi: un caffè al bar, un film al cinema, un po’ di shopping, una visita ad una persona cara.

La vita sembra aver assunto, di colpo, una dimensione di sospensione del presente e del futuro, di ogni progetto piccolo o grande.

Ma quali sono le possibili conseguenze psicologiche ed emotive di una situazione così complessa? Proviamo a vederle insieme:

 

  • IDENTITA’. L’isolamento da Coronavirus ha modificato gran parte delle attività e della soddisfazione di bisogni che ci caratterizzano. La nostra identità vive comprensibilmente un periodo di crisi e di ristrutturazione: chi siamo senza lavoro, senza contatti sociali, senza possibilità di coltivare alcuni hobby? Ricordiamoci, però, che l’etimologia di “crisi” ha come significato “fase decisiva”. Questo può anche essere dunque un tempo di scelte, di analisi, di comprensione di ciò che realmente è importante, di domande. E’ inoltre, una crisi di identità condivisa: ciò ci permette di viverla con maggior sollievo e con un rinnovato senso di unione collettiva.

 

  • GESTIONE DEL TEMPO. Il passaggio repentino dalla frenesia all’ozio forzato ci pone di fronte alla necessità di analizzare come viviamo e gestiamo il nostro tempo. Per molti, questa situazione ha rappresentato un riappropriarsi del tempo. Ciò ha dei lati positivi e negativi: da un lato la possibilità di gestirlo in totale autonomia, senza condizionamenti lavorativi o di altro genere; dall’altro, l’angoscia generata da un tempo vuoto e dalla necessità di riempirlo.

 

  • SINTOMATOLOGIA ANSIOSA. Sta accadendo a molti, in questo periodo, di sviluppare o incrementare una sintomatologia di carattere ansioso: vissuto di ansia, attacchi di panico, sensazione di chiusura ed oppressione al petto o alla bocca dello stomaco, tachicardia. Per qualcuno è un déjà vu, per qualcun altro una strana ed angosciosa scoperta. E’ una reazione psicofisica alle pressioni e al carico emotivo che questo periodo comporta: paura del virus, precauzioni per proteggersi dal contagio, bombardamento mediatico, gestione del tempo, dei cambiamenti e delle relazioni, organizzazione della spesa, incertezza sulla fine del periodo di isolamento. Talvolta i sintomi di un attacco di ansia (affanno, tachicardia, tremore…) possono comparire subito dopo aver ascoltato o letto notizie riguardanti i contagi e i decessi da Covid-19.

 

  • VISSUTI DEPRESSIVI. Un umore molto triste, anche mai sperimentato prima, può essere causato in questo periodo dall’angoscia di morte e di contagio, dall’isolamento, dalla mancanza di relazioni vissute pienamente, dalla difficoltà di gestire il tempo e la nostra nuova “identità da isolati”. Vissuti di questo genere possono accompagnarsi a quelli di ansia descritti sopra.

 

  • PAURA. Il virus è un nemico invisibile e, pertanto, ancor più difficile da contenere e combattere. Le idee di malattia, morte e contagio risvegliano in noi paure ancestrali, come ad ogni passaggio di epidemia o catastrofe naturale su questa terra. E se è vero che la paura ci sostiene nell’attivare comportamenti adattivi (come lavarci spesso le mani o mantenere le distanze di sicurezza), essa può trasformarsi in angoscia e diventare particolarmente invasiva e difficile da gestire. Quale miglior rimedio, se non quello di condividere con gli altri i nostri vissuti?

 

  • RELAZIONI DI COPPIA E SESSUALITA’. Ogni coppia sta affrontando in maniera diversa questo periodo di isolamento. Le coppie conviventi continuano a gestire assieme l’andamento della casa e della famiglia, cui in questo periodo possono aggiungersi anche incertezze economiche, ma nonostante la vicinanza non necessariamente continuano ad avere rapporti sessuali, per paura del contagio. Le coppie non conviventi, invece, vivono un periodo di distanza fisica, compensata da messaggi, telefonate e videochiamate. Ciò che non deve mancare, nell’amore ai tempi del Coronavirus, è la vicinanza emotiva: condivisione dei sentimenti, delle paure, delle incertezze per il futuro, della nostalgia, del peso dell’assenza, del desiderio sessuale anche quando non può essere agito.

 

  • RELAZIONI AMICALI. L’isolamento cambia il rapporto con l’altro, che da amico diventa implicitamente quasi nemico, in quanto potenziale portatore del Coronavirus da tenere a distanza. Le relazioni amicali sono coltivate grazie alle possibilità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione, e forse cambieranno, quando pian piano la vita tornerà alla normalità e daremo un valore diverso alla presenza fisica dell’altro.

 

  • FAMIGLIA. I rapporti tra familiari sono messi a dura prova: per la distanza o, al contrario, per una convivenza forzata H24. Ma è anche possibile recuperare tempo e condivisione e riscoprire nell’altro risorse per affrontare questo periodo complicato e tutto ciò che comporta.

 

  • LAVORO. Il lavoro è in questo momento fonte di grande incertezza, economica e identitaria. Per chi ne ha la possibilità, è importante proseguire con il telelavoro o anche semplicemente continuare a coltivare le relazioni con i colleghi: aiuta a mantenere il contatto con la “normalità” e a sentirsi meno spaesati.

 

  • PROGETTUALITA’. La progettualità futura sul breve e medio termine appare sospesa. Un anno in cui non avremo campionati europei di calcio, Olimpiadi, conclusione della stagione teatrale e cinematografica, dei concerti. Sembra futile, eppure la possibilità di progettare attività lavorative, vacanze, corsi di formazione, eventi importanti ci dà una sensazione di controllo del tempo e della vita. Non siamo abituati a “vivere alla giornata”, e questa totale assenza di controllo ci getta talvolta in un’angoscia che può essere mitigata dall’idea di condivisione con la popolazione italiana e con il mondo intero.

 

  • CONSULENZA PSICOLOGICA E PSICOTERAPIA. Decreti e disposizioni dei vari ordini professionali regionali hanno fatto sì che la maggioranza degli psicologi e psicoterapeuti sospendesse le sedute vis-à-vis. Non è semplice per i pazienti: i percorsi psicologici sono un sostegno e una cura importanti per affrontare problematiche psicologiche ed emotive, a maggior ragione in un momento complesso per tutti, che ognuno affronta a modo proprio, anche sulla base di ciò che aveva già dentro e che viveva. Molti sono i professionisti che hanno scelto di non lasciare soli i propri pazienti ed eventuali altre persone che sentono l’esigenza di un supporto psicologico. Come? Attraverso la consulenza online: videochiamata, Skype, o talvolta telefonata o uso di altre piattaforme. Tali incontri non sono da ritenersi sostitutivi del contatto personale: mancano, infatti, una serie ricca e complessa di sensazioni fisiche ed emotive, tra cui il linguaggio non verbale. Ma proseguire o iniziare una consulenza o una terapia è per molti una fonte importante di sostegno, e un modo per affrontare le dinamiche personali e relazionali che l’isolamento fa emergere.

 

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2 comments

  • Maurizio Russo Marzo 28, 2020   Reply →

    Fra tanta disinformazione e cattiva informazione, finalmente argomenti importanti,concetti seri e spiegazioni chiare.Complimenti!

    • Alessia Giacomardo Marzo 28, 2020   Reply →

      Grazie Maurizio!
      Un saluto

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